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Mi chiamo Lucy Barton

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In una stanza d’ospedale nel cuore di Manhattan, davanti allo scintillio del grattacielo Chrysler che si staglia oltre la finestra, per cinque giorni e cinque notti due donne parlano con intensità. «Un romanzo perfetto, nelle cui attente parole vibrano silenzi. Mi chiamo Lucy Barton offre una rara varietà di emozioni, dal dolore piú profondo fino alla pura gioia». - Claire Messud, The New York Times «Strout si conferma una narratrice grandiosa di sfumate vicende famigliari, capace di tessere arazzi carichi di saggezza, compassione, profondità. Se non l’avesse già vinto con Olive Kitteridge, il Pulitzer dovrebbe essere suo per questo nuovo romanzo». - Hannah Beckerman, The Guardian Deve essere il sistema che adottiamo quasi tutti per muoverci nel mondo, sapendo e non sapendo, infestati da ricordi che non possono assolutamente essere veri. Eppure, quando vedo gli altri incedere sicuri per la strada, come se non conoscessero per niente la paura, mi accorgo che non so coshanno dentro. La vita sembra spesso fatta di ipotesi. - Elizabeth Strout Da tre settimane costretta in ospedale per le complicazioni post-operatorie di una banale appendicite, proprio quando il senso di solitudine e isolamento si fanno insostenibili, una donna vede comparire al suo capezzale il viso tanto noto quanto inaspettato della madre, che non incontra da anni. Per arrivare da lei è partita dalla minuscola cittadina rurale di Amgash, nellIllinois, e con il primo aereo della sua vita ha attraversato le mille miglia che la separano da New York. Alla donna basta sentire quel vezzeggiativo antico, ciao, Bestiolina/

Mi chiamo Lucy Barton (Einaudi, 2016). Lucy è in ospedale quando all’improvviso la madre, che non vede da anni, le fa visita e rimane al suo fianco per 5 giorni e 5 notti. Dalla stessa raccolta di racconti è stata tratta una serie tv, prodotta dalla Hbo. Per Einaudi ha pubblicato Mi chiamo Lucy Barton (2016 e 2017), Tutto è possibile (2017 e 2018) e Olive, ancora lei (2020).

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9788806229689 ISBN
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Note correnti

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Sofi Voighua

Mi chiamo Lucy Barton (Einaudi, 2016). Lucy è in ospedale quando all’improvviso la madre, che non vede da anni, le fa visita e rimane al suo fianco per 5 giorni e 5 notti. Delicato.

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Mattio Mazio

Mi chiamo Lucy Barton è, prima di tutto, un romanzo sull'arte di narrare storie. Ci sono le storie degli altri, raccontate dalla madre di Lucy nella stanza di ospedale: come una bambina che non riesce ad addormentarsi, Lucy, «Bestiolina», chiede a sua madre «raccontami ancora».

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Noels Schulzzi

6 giu 2016 ... Ed è ancora qui che torna nell'ultimo, breve, romanzo, Mi chiamo Lucy Barton, pubblicato da Einaudi ad inizio Maggio, che si legge con avidità ... In Mi chiamo Lucy Barton, il romanzo di Elizabeth Strout pubblicato da Einaudi nella traduzione di Susanna Basso, una donna avanti con l'età rievoca i giorni ...

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Jason Statham

Mi chiamo Lucy Barton (My name is Lucy Barton, 2016) trad. di Susanna Basso, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2016, ISBN 978-88-062-2968-9. Tutto è possibile (Anything is Possible, 2017) trad. di Susanna Basso, Collana Supercoralli, Torino, Einaudi, 2017, ISBN 978-88-062-2969-6. (Mi chiamo Lucy Barton) Ma sono sempre idee dei suoi personaggi, che lei non necessariamente condivide, a differenza della maggior parte degli scrittori che usa i personaggi per dire quello che pensa.

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Jessica Kolhmann

Mi chiamo Lucy Barton offre una rara varietà di emozioni, dal dolore più profondo fino alla pura gioia». Claire Messud, «The New York Times». Recensione della ...